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Italians e le mamme solidali

17 giugno 2009 di Eli in News, 6 commenti

Qualche settimana fa avevo letto una lettera scritta su Italians e ho risposto dicendo chiaramente che NON concordavo con l’autrice. Grazie a tutte le mamme che mi hanno scritto a riguardo (vi ho risposto una per una).

Riporto sotto entrambe le lettere (non ci son i link diretti alle pagine del Corriere…)

La lettera di ANNA

Sezione: Italians


(31 maggio, 2009) Corriere Online
 
Essere mamme non significa annientarsi
 
Caro Beppe,
mamma mia. Ho appena visto l’ultimo Punto Italians «Mamme d’Italia» e ho ancora lo stomaco sottosopra. Sono rimasta attonita per le esternazioni di Juliet Linley. Quest’ultima ha un blog, «Mamma Mia!», su Corriere.it in cui si occupa di maternità. Durante la diretta video ha mostrato secondo me il classico atteggiamento che è causa di tutti quei mali italiani di cui ci si lamenta, come il fatto che le donne guadagnino meno, facciano meno carriera e siano poco rappresentate in Parlamento. La signora Linley, parlando di allattamento, ha annunciato orgogliosa di allattare ancora suo figlio di 2 anni e ha spiegato come siano bravi in Sri Lanka (Paese altamente sviluppato) a farlo fino ai 5. Poi ha magnificato il dormire nel lettone con i genitori. Mi sfugge come si faccia tecnicamente a fare altri figli dopo il primo, se a letto i genitori non sono mai soli. Ciliegina sulla torta, alla domanda su che misura vorrebbe vedere approvata per aiutare le famiglie italiane, la risposta è stata che vorrebbe che le donne potessero stare a casa per i primi tre anni di vita di ogni figlio senza perdere il lavoro.
Per me che ho 25 anni e che penso di farmi una famiglia un giorno (vorrei prima finire il dottorato per poi egoisticamente avere anche avere una carriera) questi discorsi sono assurdi. Avere una famiglia non vuol dire annientarsi come membro della società, stando a casa anni e vivendo in simbiosi con i figli. Nei discorsi della signora Linley poi non compare mai un personaggio che si chiama papà. Costui è il titolare del 50% del Dna del bebè, e non si capisce perché non debba essere titolare anche del 50% degli oneri che un bebè comporta.

LA MIA RISPOSTA:

Sezione: Italians


(3 giugno, 2009) Corriere Online
 
Essere mamme seguendo il proprio istinto
 
Caro Beppe,
ho appena visto la registrazione della videochat con Juliet Linley e letto la mail di una tua lettrice, Anna Missiaia (“Essere mamme non significa annientarsi,” 31 maggio) a proposito di quello che lei dice su allattamento etc. Premetto che sono una professionista della comunicazione, ora in maternità (secondo figlio), sono un amministratore delegato e ho lavorato fino a 10 giorni prima del parto della mia seconda figlia. Quindi capisco le difficoltà di conciliare maternità e lavoro, ma non convidio quello che dice la lettrice. Premetto anche che sono MOLTO d’accordo con quello che dice la Linley: dall’allattamento oltre l’anno di vita (vedi raccomandazopni OMS), al co-sleeping e al fatto che le mamme lavoratrici (ma anche le aziende che le assumono) dovrebbero ricevere più aiuti. Perché? Perché un bambino allattato al seno, che ha accesso alla mamma nei primi mesi e anni di vita, che dorme con lei e che beneficia della sua presenza nei primi importantissimi mesi, è un bambino più sano, più emozionalmente sicuro e di conseguenza diventerà una persona più felice e sicura di sé.
Il discorso è molto complesso, ma basti leggere un libro come il “Concetto del Continuum” per capire perché nella nostra società occidentale si sta perdendo la capacità di essere MAMMA seguendo il proprio istinto e quindi favorendo quelle pratiche naturali che assicurano il miglior beneficio per i nostri bebè, i futuri adulti. Cara Anna, essere una madre affettuosa e presente, seguire l’istinto che per secoli ha fatto progredire (…o almeno proseguire) la specie NON vuol dire annientarsi. Rinunciare ad allattare senza un vero motivo, ma per scelte estetiche o perché ci sono alternative “comode” vuol dire avere poco rispetto per la creaturina che si è messa al mondo. Essere mamme che dormono con il proprio bebé NON vuol dire annientare la coppia, ma dare sicurezza a un neonato. Anna, non è facile fare bene la mamma, ci sono donne che non sono portate, e ben venga che si concentrino sulla carriera.

Ho ricevuto diverse email di mamme (e papà) che mi dicono di pensarla come me e che volevano rispondere loro a questa Anna (chissà se anche lei ha ricevuto email solidali??) . Qualcuno mi dice anche che rispondere a lettere come queste NON ne vale la pena, ma io sono convinta che se ci fossero più mamme attente come NOI, probabilmente ci sarebbero anche adulti migliori domani (sperèm!).

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6 Commenti a “Italians e le mamme solidali”

  1. MammaDiLeo

    Eli sono pienamente d’accordo con te. Anna mi fa solo tenerezza perche’ non ha la piu’ pallida idea di cosa voglia dire essere mamma. Sono convinta che, se avra’ mai la fortuna di diventarlo, cambiera’ idea non appena stringera’ tra le braccia la sua creatura. Chi non e’ madre spesso pensa ai futuri figli come una zavorra da gestire al meglio per poter continuare il proprio percorso. Anna ignora il fatto che diventare madre ti trasforma in un’altra persona e che avere un figlio non e’ un peso ma una meravigliosa opportunita’.

  2. Eli

    Cara Mamma di Leo, hai ragione su Anna, è che io mi sento di dire sempre come la penso, perando che qualcuno provi a ripensarci e a capire meglio. Speriamo che Anna sia tra queste, soprattutto se diventasse madre.

  3. Anna

    Carissime, Anna ha in programma di fare la mamma un giorno, come il suo ragazzo di fare il papa’ (non a tempo perso, ma seriamente). Ribadisco, sia nella mia famiglia che nella sua l’allattamento oltre i sei mesi e il dormire assieme non sono considerate psicologicamente molto salutari (sia per i bimbi che per i genitori). Nessuno di noi e’ cresciuto con particolari problemi affettivi, anzi siamo due persone piuttosto indipendenti e responsabili.

  4. Eli

    Anna (e la sua amica?), ognuno è libero di scegliere come crescere i propri figli, c’è anche chi li manda a studiare in college lontano dai genitori per anni, c’è chi salta le recite del figlio in seconda elementare “tanto a lui non interessa che io ci sia”, c’è chi per svezzare il figlio gli da TUTTI I GIORNI la stessa pappa con lo stesso sapore, insomma ci sono tante scelte e modi di crescere i figli. Io mi sento di dare il mio parere su alcune scelte che mi sembrano MOLTO salutari (come l’allattamento prolungato) e su quelle che mi sembrano POCO educative e corrette per il benessere del bambino (come farlo piangere per lunghi minuti quando è piccolo e non si addormenta…).

    Magari leggendo qualcosa in più e confrontandoti con un po’ di mamme cambierai idea, oppure no, ti auguro di essere una mamma felice con un figlio felice.

  5. Anna

    io sono per la liberta’ di scelta. la mia lettera su Italians era un modo per testimoniare ai lettori di Italians che le idee di Juliet Linley non sono una verita’ assoluta e che chi non segue i suo dettami non e’ uno snaturato. personalmente ho opinioni diverse su come vanno cresciuti i bambini, non solo per il bene dei genitori ma anche per il loro. voi mamme in progress dite che io non ho idea di cosa vuol dire essere mamma; secondo me siete voi che ormai non riuscite a vedere la maternita’ in modo razionale e pensate che qualsiasi cosa vi dice il vostro istinto sia un dogma per tutti. sono ancora molto lontana dal farmi una famiglia, ma mi capita di osservare i bambini nel mondo che mi circonda. ne vedo molti asfissiati dai genitori e viziati, specialmente in Italia dove ce ne sono pochi. anche io potrei rispondervi che spero che cambiate idea e lasciate respirare un po’ i vostri pargoli. ma ognuno fa come crede.

    Anna

    P.S. Guardando il blog vedo che i papa’ sono del tutto assenti di discorsi riguardante la prole….cominceremo a chiamarli donatori di seme!

  6. Mamma stufa

    si, peccato che tutte queste manie mammesche della linley abbiano portato suo marito(il neo conduttore di matrix) a ragguardevoli scappatelle con venticinquenni che di professione la mamma non la fanno.
    Bisognerebbe darsi una regolata e pensare anche un po’ ai compagni, non annullarsi per i figli.
    Se poi i marito cercano sesso altrove hanno ragione.
    E sono una mamma che riesce a stare dietro sia ai figli che al marito.

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