Jet lag a 18 mesi?
22 aprile 2008 di Eli in A spasso, 2 commenti
11 ore di volo per arrivare da Milano a Tokyo. Il primo volo aereo del mio “Pe” (lui chiama sè stesso così!) è stato lunghetto. E a parte un paio di corse su e giù per i corridoi e un pianto quando si è svegliato in questo posto così nuovo e strano, è stato tranquillo e sereno per tutto il viaggio. Alla fine si è anche invaghito di una hostess giapponese, tanto che la seguiva per tutto il corridoio (e il suo papà era tutto orgoglioso dato che la hostess era proprio carina!!!). Ha mostrato anche grande entusiasmo per le lasagne dell’Alitalia (ma poi mi sono fatta perdonare con una banana e uno yogurt bio portati da casa).
Arrivati in Giappone (siamo qui da 1 settimana) lui non sembra aver sofferto del jet lag, nel senso che anche se piano piano sono cambiati gli orari dei pasti e delle nanne, è riuscito a farsi dei gran sonnellini nel passeggino mentre noi giravamo la città. Per il mangiare ci siamo portati la pasta da casa così non ha dovuto subito mangiare cibi diversi. Ora ogni tanto gli diamo riso giapponese e pollo giapponese. Poi sempre tanta frutta (che qui è buonissima) e verdura e succhi di frutta. E il “satte” che sarebbe il latte
A soffrire del jet lag siamo stati noi, dato che lui dormiva anche durante il giorno, poi la notte quando noi esausti volevamo dormire, lui, per le prime tre sere era sveglio come un grillo e ci saltava nel letto per giocareeee.
Suggerimento: se andate in un posto lontano con un bimbo piccolo, provate a riposare anche voi mentre dorme lui i primi giorni oppure sarete belli stanchi!
Nei prossimi giorni vi racconto le giornate di PE in Giappone e di come possa essere facile viaggiare con un bimbo di 18 mesi anche in un paese così lontano e diverso.
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Ciao Eli,
Giappone, che carino! Dev’essere un posto bellissimo, ci andrei molto volentieri.
Sul jetlag: si’ che il tuo bimbo soffriva il jetlag! Almeno questo penso io. Dormire durante il giorno ed essere sveglio durante un paio di ore della notte e’ classico per il problema del fusorario. Sono sorpresa che il vostro piccolo si e’ ripreso cosi’ in fretta, pero’, perche’ in genere ci vuole un po’ di piu’: mi ricordo che ogni volta che noi viaggavamo dall’Europa a Singapore (dove abbiamo vissuto per 2 anni), nostro figlio (ed automaticamente anche noi!) soffriva del jetlag per giorni, in genere ci voleva una settimana per metterlo nel suo solito ritmo. I primi giorni erano i piu’ difficili, pero’. Dicono per ogni ora di differenza si deve contare 1 giorno per il recupero. Sono 6-7 ore la differenza tra Europa e Singapore, ed infatti, 1 settimana ci voleva in genere.
La cosa difficile del jetlag per un bambino piccolo secondo me e’ il fatto che non riesce ancora a ragionare come noi (non dormire durante il giorno o non andare a dormire troppo presto la sera, se no soffri di piu’); se hai un bimbo piccolo vedi quanto chiedi del tuo corpo viaggiando lontano.
Comunque, vi auguro ancora un bellissimo viaggio e tanto riso e pollo giapponese per il piccolo!
secondo me non lo avvertono così piccini perché il senso del tempo è scandito credo in maniera diversa, però potresti trovare in rete risposte in merito, magari da parte di qualche esperto, ho visto che in http://www.mammenellarete.it ce ne sono forse possono esserti d’aiuto.