Svezzamento: articolo lungo ma interessante
19 febbraio 2008 di Eli in La pappa, 6 commenti
Vi segnalo un articlo interessante sullo svezzamento. L’articolo sottolinea come l’approccio all’introduzione di cibi diversi dal latte materno debba avvenire rispettando i ritmi del bambino e NON degli schemi preimpostati dai pediatri (mangiare NON è una malattia e i pediatri sono medici). Non per fare la solita “contestatrice”, ma sono straconvinta che usando il buon senso, seguendo l’istinto del bambino e sapendo quali sono i buoni principi di nutrizine si posa svezzare un bimbo SENZA usare cibi industriali come gli omogeneizzati e senza usare forzature e traumi. Io l’ho fatto e ne sono contenta (e sembra che lo sia anche il mio bimbo mangione!)
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Ho letto l’articolo ma ero un po’ delusa; secondo me tutto viene visto da solo un punto di vista: quello di mamme che decidono di allattare. Ormai tante donne, ‘mums-to-be’ decidono di allattare, ma che devi fare se non te la senti per qualche motivo, o se non ci riesci? Leggendo l’articolo avevo quasi l’idea che la scelta praticamente non c’e', la donna allatta e basta, cosi’ e’ la natura e cosi’ quindi dev’essere. Ovviamente sia la mamma che il bambino ne ha tanti benefici, ma e’ veramente indispensabile il latte della mamma per un’ottima crescita di un bimbo, per la formazione di un rapporto solido tra i due? Sinceramente credo di no. Perche’ no? Perche’ ho visto esempi dove non era cosi’.
Una mia amica non ha potuto allattare perche’ suo figlio e’ nato molto prima della data, quindi non c’era la possibilita’. Ora il bambino ha 3 anni, ha un bellissimo, stretto rapporto con sua mamma ed e’ in buona salute, mangia bene. Un’altra mia amica non ha allattato le sue 2 bimbe, ora 3 ed 1 anno, che ancora adorano il latte (in polvere/quello di mucca normale) e vanno matte per la loro mamma e la loro mamma adora le sue bimbe.
In piu’: oltre ai lati positivi ci sono anche lati negativi all’allattare, soprattutto per la donna, ma non si legge mai di questo. Io ho allattato tutti e 2 i miei bambini per 6-7,5 mesi e l’ho fatto con tanta dedicazione e piacere, ma non e’ stato sempre facilissimo, avevo tanto latte ed in tutti e due i casi ho avuto un po’ di problemi quando cercavo di smettere.
Va bene promuovere il latte della mamma, ma mi dispiace che oggi sembra quasi come se donne che scelgono un’altra via si dovrebbero sentire in colpa, leggendo giornali/riviste e sentendo le opinioni generali.
Anche sull’uso degli omogeneizzati volevo commentare qualcosa: pure io ho sempre preferito di cucinare per i miei bambini, in combinazione con qualche omogeneizzato di frutta. In Olanda (sono olandese) pero’ tante mamma scelgono per omogeneizzati perche’ il cibo offerto e’ veramente di ottima qualita’ e c’e’ tanta varieta’. Senza zuccheri aggiunti, senza troppo sale. Infatti ho provato qualche prodotto quando ero li’ e le cose piacevano quasi sempre ai bimbi. Secondo me una combinazione di piatti fatti in casa e omogeneizzati va molto bene e rende piu’ flessibile il bambino, soprattutto quando uno e’ fuori e non riesce a cucinare. Ma ovviamente questo e’ sempre una scelta personale…
Penso sia un articolo molto interessante che non ha bisogno di molti commenti. Sono pienamente d’accordo con ciò che è scritto non sono molto d’accordo con ciò che scive Kim.
Kim dice che molte sono le mamme che non possono allattare; bene, andiamo a vedere le statistiche del perchè non possono?
Molte mamme, come mi è già capitato di sentire, si sentono (e uso il termine da loro indicato) delle mucche ed è quindi per loro un imbarazzo allattare (anche se spesso non lo vogliono ammettere). Io penso che nel momento che si decide di mettere al mondo un figlio una mamma debba progettare la vita del suo piccolo perchè cresca nel modo più sano, anteponendo sempre la salute del piccolo alla propria. E invece mi accorgo che esistono mamme che decidono di non allattare per non rovinare il seno o perchè i dolori delle ragadi le scoraggiano abbandonando l’idea; e vi parla una mamma che ha avuto ragadi con frequenti perdite di sangue per 6 mesi! O per altri mille motivi.
Bene, questa, sempre a parer mio, è una categoria di mamme che dovrebbero abbandonare la voglia di fare un figlio se prima non imparano a essere meno egoiste.
Poi ci sono le mamme, e ti assicuro che sono moltissime, che non possono allattare perchè LA PUERICULTRICE IN OSPEDALE ha detto che “questa mamma” non ha latte. Scusatemi il termine ma questa è una delle stronzate più grosse che spesso dicono a noi mamme.
Io, purtroppo, ho fatto un parto cesareo e mi sono sentita dire che forse non avrei potuto allattare; beh mio figlio ha quasi 14 mesi e prende il latte 3 volte al giorno.
Secondo molte statistiche le mamme che relamente non hanno latte sono in una percentuale veramente bassissima.
Ho una sorella che vive negli stati uniti e mi ha riportato metodi, articoli e studi che confermano questa tesi. L’essere umano donna è nato come tutti i mammiferi animali per procrearsi e allattare i proprio piccoli. Nel mondo animale, infatti, sono rarissimi i casi di mamme che non hanno latte per sfamare i loro piccoli e così è anche per l’essere umano. Questa società ci sta portando alla convinzione di cose che vanno contro natura!
Ho visto mamme che non sono riuscite ad allattare perchè in ospedale non sono state aiutate o incoraggiate abbastanza ma non si sono scoraggiate e con molta tenacia continuando ad attaccare il piccolo al seno anche dopo diversi giorni o addirittura settimane sono finalmente riusctite a nutrire il proprio piccolo.
Anche per quanto riguarda lo svezzamento molti pediatri ci inducono a convinzioni sbagliate; non esiste un età giusta per iniziare lo svezzamento, il piccolo tende a dare molti segnali alla mamma, bisogna che siano questi a afrci pensare che sia il momento giusto (questo vale, ovviamente, per ogni tappa importante del bambino). Grazie a corsi che ho seguito e grazie al mio piccolo Lorenzo ho capito quali sono i segnali da “rispettare” per uno svezzamento naturale, senza obblighi. Ad esempio il fatto che il bambino sia interessato al cibo, che stia seduto da solo, che sia spuntato il primo dentino, che già sia capace di afferrare le cose per portarle, in un secondo momento, alla bocca.
Io ad esempio non darò la carne a Lorenzo fino a quando non sono spuntati i primi canini. Questo è quello che mi hanno insegnato ad un corso che rispecchia molto anche il mio pensiero.
La carne, secondo i pediatri, va proposta come primo alimento. Ma perchè allora va data liofolizzata? Cioè privata di quasi ogni sua caratteristica?
Perchè il bambino se gli verrebbe proposta in altri modi non riuscirebbe a digerirla… motivo per cui, a mio parere, bisogna prediligere frutta, verdura e cereali. Aspettando i tempi necessari.
Scusate se mi sono dilungata così tanto, spero di non aver creato in alcuni di voi aria di polemica. Non era mia intenzione.
La mia intenzione era quella di “illuminare” tante mamme che spesso si fanno trascinare troppo dalla cultura moderna dimenticando che alla base di tutto c’è sempre stata la “naturale semplicità”.
Elena&Lorenzo
Vi consiglio articoli sullo svezzamento e altro sul sito della rivista per genitori http://www.uppa.it . Ha il solo difetto di basarsi sui fatti
Rileggo l’intervento di Elena e non posso che condividere IN PIENO il suo punto di vista. La questione dell’allattamento soprattutto mi sta molto a cuore. Alle mie amiche che diventano mamme cerco di dare tutte queste informazioni, far leggere libri e far seguire l’istinto per aiutarle a non demordere nelle prime settimane! Anche la questione della carne data prima che spuntino i denti è ASSURDA! Non vorrei sembrare “la solita no global anti-corporation” ma perchè dare ad un bimbo con il sistema digestivo (?) ancora immaturo un cibo che dovrebbe mangiare solo dopo l’anno? Mio figlio è un gigante (18 mesi), mangia di tutto, frutta, verdura, carne, pesce e gli ho dato la carne solo dop i 10 mesi e raramente e non ha certo patito la fame o gli sono mancate vitamine, proteine e zuccheri (sempre naturali MAI zuccehro aggiunto).
Scusate, se mi intrometto , ma il commento di Elena era inevitabile che sollevasse polemiche!
Io ho due bambini uno allattato al seno e uno no, e vi assicuro che la differenza tra avere latte e non averlo è netta. Quindi ritengo poco carino il commento di Elena sulle mamme che non allattano. Le mamme che non allattano non sono di serie B, e non so egoiste, sono solo mamme che amano il loro bambino come tutte!
Io sono esattamente a metà tra le due cose, non ci si deve far scoraggiare e tentare di allattare , ma se non si riesce non è giusto essere crocifisse perchè non lo si fa!
Si cresce bene anche senza latte materno.
Ciao Valentina,
credo che Elena abbia voluto dare il suo punto di vista senza macare di rispetto alle mamme che non allattano.
Il punto principale secondo me è che molte mamme non sono a conoscenza di tutti i vantaggi di salute ( per loro e per i bambini) che l’allattamento porta e sono più inclini a desistere perché pernsano che il latte artificiale sia la stessa cosa.
Certo, si cresce bene anche con il latte artificiale , ma se si può dare più informazione e supporto alle neomamme, in modo da farle impegnare di più per l’allattamento al seno meglio per tutti tranne che che per chi PRODUCE latte in polvere!!!!