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Partorire in casa in Italia – TG2

23 febbraio 2009 di Eli in Gravidanza, Parto e nascita, 8 commenti

Oggi al Tg2 Costume e Società hanno fatto vedere un breve servizio un argomento che mi interessa: partorire in casa.

Pare che oggi stia tornando di  “moda” soprattuto, dicono, tra le donne colte e ben informate. Se in Olanda sono un terzo delle donne a partorire in casa, pare che in Italia (dato che è generalmente una scelta che  costa) lo fa solo lo 0,2% delle partorienti (1500 su 500.000 part all’anno).

PErsonalmente mi fa piacere che si parli di questo argomento anche al TG, dato che, se fatto in maniera consapevole e sicura, il parto in casa ha sicuramente dei vantaggi rispetto al parto medicalizzato e in ambiente ospedaliero.

Le altrenative che offrono alcune strutture pubbliche sono le “case del parto” o stanze del parto”: ambienti in cui viene replicato il più possibile l’ambiente intimo e tranquillo della casa, ma con tutta l’assistenza che una stuttura ospedaliera può offrire (in caso di urgenze e, rare, complicazioni).

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8 Commenti a “Partorire in casa in Italia – TG2”

  1. Luca

    la moglia di un mio collega olandese ha partorito a casa sua… beh, anche io son nato in casa, anni fa, ma solo perchè i miei non fecero in tempo a portarmi in ospedale :D

  2. Claudia

    “Pare che oggi stia tornando di “moda” soprattuto, dicono, tra le donne colte e ben informate”…Mi sembra una frase un po’ contradditoria, visto che c’e gente che partorisce in casa non per scelta o per cultura e peggio ancora, perche’ e’ di moda ma solo per necessita’…le madri che vivono nei paesi piu’ poveri lo fanno ogni giorno…penso.
    be non so dove voglio arrivare con questo discorso ma la frase: di moda, di cultura, di informazione mi sembra un po’ snob parlando di queste cose, forse mi sbaglio…

  3. Eli

    Ciao Claudia,
    ci tengo a chiarire che parlo del parto in casa nelle civiltà occidentali come la nostra, dove il parto è stato troppo medicalizzato, con alcuni vantaggi, ma anche con diversi svantaggi, soprattutto per il legame iniziale tra mamma e bebè (bimbi che appena nati vengono separati dalla mamma per ORE e portati nelle nursery).
    Ovviamente non parlo di paesi dove la sanit pubblica e organizzata non c’è e si è costretti a partirire a casa e senza asssistenza.

  4. Saskia

    la mia amica Olandese ha partorito di recente in casa: è andato tutto bene ma avuto qualche complicazione dopo il parto ed è dovuta scappare in ospedale, portando il neonato con sè nella fredda notte di gennaio…
    Ci sono i pro e contro. Anch’io ho avuto complicazioni e non voglio pensare a cosa sarebbe successo se avessi partorito in casa..
    sono più per le strutture del tipo “case del parto”, dove quando servono ci sono i medici vicino.

  5. Furfi

    Vuoi vedere che tutti i miei problemi comportamentali e di asocialità derivano da questo?
    Non sono nata in casa, sono stata in incubatrice e non sono neanche stata allattata (al seno).
    Dubito, soprattutto, che mi abbiano fatto dormire nel lettone.
    Vuoi vedere che potrei essere spensierata e accomodante (ussignur)?
    Vabbè urge analisi scientifca sulle cause del comportamento dei genitori.
    Eli, hai seguito alcuni dettami con il Pe, perchè non provare ora a fare il contrario e a dirci tra una decina d’anni cosa ha funzionato meglio? :-)
    P.s Mamme non adiratevi eh, è una pacifica provocazione.

  6. Paola

    Credo che tutti quelli della nostra generazione (ma auguro a furfi de essere un po` piu` giovincella) siano nati e cresciuti cosi. Sara` per questo che adesso che si ha la possibilita` di informarsi e scegliere molti dei genitori di oggi scelgono di non seguire lesempio dei genitori, come nella migliore delle tradizioni…

  7. Silvia

    Ciao, vi lascio un link in cui intervisto una mamma che ha partorito in casa.
    http://mammaimperfetta.iobloggo.com/182/nascere-a-casa—intervista

    Personalmente non avrei mai il coraggio di partorire in casa. Le case maternità o le stanze del parto sono un buon compromesso.
    Silvia

  8. Eli

    Ciao Furfi,
    in effetti potrei provare, a scopo scientifico, e poi scrivere un libro con i risultati e andare come ospite (pagata) ai talk show. Altro che “pensione integrativa”! ;-)

    Secondo me le risposte definitive non esistono, ma mi piace pensare che il mio approccio sia quello giusto per il mio bambino.

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