Marsupio-terapia per i neonati prematuri (e Grey’s Anatomy)
10 marzo 2010 di Eli in Allattamento, Diario, Parto e nascita, 1 commentoDopo una vorticosa giornata tra treni (Como-Milano Milano-Brescia Brescia-Milano Milano-Como), bla bla di lavoro, intrattenimento pre-messa-a-letto con i pargoli, preparazione cena (ore 22) per/con consorte (sì ha partecipato pure lui come un vero marito modello, tagliando i pomodori e apparecchiando la tavola – senza piatti o bevande o sale e pepe, ma bicchieri e forchette c’erano!), messa a letto con lettura storie e canti vari, stesura bucato, riempimendo lavatrice e messa via dei vestiti stirati…….mi sono concessa la mia “droga” serale guardandomi la ottava puntata della sesta serie di Grey’s Anatomy.
Tutta questa autocentrica premessa per dire che…
in questa puntata hanno fatto vedere e parlato della Kangaroo Mother Care o KMC (nell’episodio parlano di “Kangaroo hold” la presa stile canguro, da noi chiamata Marsupioterapia). Fanno vedere Alex che prende in braccio una bimba nata prematura di 10 settimane e tenendola a contatto della pelle riesce a farla riprendere e stare meglio. So che è fiction! Ma mi ha fatto molto piacere vedere che anche in una serie televisiva così americana e “mainstream” si sia accennato a un metodo terapeutico ancora poco utilizzato ma che sembra essere efficace per aiutare lo sviluppo dei prematuri. Si parla di canguro o marsupio proprio per la similitudine con le mamme canguro che partoriscono (per programmazione biologica) i piccoli prima che siano completamente sviluppati e poi continuano la gestazione tenendoli dentro al marsupio, così possono atttaccarsi alle mammelle in ogni momento, sono vicini al calore corporeo della mamma e si sentono al sicuro.
Applicato agli esseri umani questo metodo in realtà non è niente di nuovo e innaturale, ANZI, più che una terapia è proprio un modo di relazionarsi tra mamma e neonato molto più naturale e quindi benefico per lo sviluppo emotivo e fisico del bambino.
La marsupio-terapia, il portare i bimbi (in braccio, sempre nei primi mesi di vita) è in realtà quello che tutte le mamme (umane) hanno fatto per millenni, solo negli ultimi secoli o meglio decenni, in alcune culture si sono introdotti tutta una serie di OGGETTI che, se intesi per facilitare il lavoro di genitore, hanno però anche posto ostacoli tra quello che si aspetta la natura e quello che viene poi praticato (parlo di passegini, culle, tettarelle di silicone, ciucci….).
Io personalmente credo molto nel contatto fisico e nell’allattamento materno e ci tengo particolarmente che le mamme e le future mamme si informino su tutti gli aspetti scientifici, medici ma soprattutto naturali di queste “pratiche” andate un po’ in disuso, passate di moda, ma che sono in assoluto il MIGLIOR BENVENUTO che si possa dare ai propri bambini.
Ecco cosa dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità di questa bellissima pratica
“ Quasi due decadi di esperienza e di ricerca hanno reso chiaro come la KMC sia molto di più che un’alternativa alle cure con l’incubatrice. La KMC è stato dimostrato essere efficace per il controllo della temperatura, per l’allattamento e l’attaccamento in tutti i neonati, indipendentemente dal luogo di nascita, dal peso, dall’età gestazionale e dalle condizioni cliniche.”
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ciao Eli, il contatto pelle a pelle è importantissimo per dare sicurezza al neonato e, soprattutto i primissimi giorni, crea un legame forte e di fiducia tra mamma e bebè…. io l’ho fatto e se non pensi a tutte le cose che hai da fare (lavare, stirare, sistemare, ecc…) ti godi un momento bellissimo!!!
certo, non deve diventare un abitudine, la mamma non è la culla!!!
ciao