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I sensi di colpa

6 marzo 2008 di Saskia in Diario, La salute, 5 commenti

noQuesta settimana il mio patatone sta poco bene: lunedì ha iniziato con la febbre a 39.3, tantissimo catarrotosse.  Martedì sera non aveva più febbre, sembrava stasse meglio e quindi avevo deciso di farlo stare con la nonna il mercoledì, perchè avevo un impegno importante in ufficio. Ma quando i bambini stanno male, vogliono una sola cosa: la mamma. E la mamma mercoledì mattina è uscita di casa con il cuore spezzato. Era davvero così importante andare in ufficio? Cosa può essere di più importante che non stare vicino ad un figlio malato?
Infatti, il mercoledì con la nonna il bimbo ha avuto una crisi di pianto. Oggi ho scoperto che l’avrebbe fatto anche con me, ma comunque sia avrei voluto esserci per lui anche in quel momento.
E mi sono sentita una madre cattiva. Così anche quando oggi, dopo 4 notti con sonno spezzato e lunghe giornate a tenere occupato un bimbo che non ha voglia di niente, stavo per perdere la pazienza all’ennesimo pianto isterico. Perchè per un attimo ho dubitato di lui. Che non stava così male ma stava facendo “capricci”. Dopo il pianto, quando si è tranquillizzato è venuto in braccio a me e ha appoggiato la testolina sulla mia spalla. Ha cercato le coccole e ad un certo punto mi ha regalato un grande sorriso. In quel sorriso c’era tutto: era come se ci ridessimo sopra, come se lui mi dicesse “Dai che mi sto riprendendo“. Nonostante la stanchezza quel sorriso mi ha dato l’energia per stare sveglia un’altra notte. Per lui.

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5 Commenti a “I sensi di colpa”

  1. Eli

    La stanchezza la sento meno quando so che il mio cucciolo ha bisogno di me! Oggi ha avuto una crisi di pianto (che non aveva da mesi) e ho provato tutte le distrazioni biscotto, banana, chiavi, canto…per fargliela passare, ma solo tenendolo in braccio (dopo un bel po’) è tornato sereno.

  2. barbaraland

    Saskia, ti capisco benissimo. Questi sensi di colpa li provo ogni giorno, quando esco di casa alle 6:30 del mattino per recarmi al lavoro che si trova a più di un’ora di distanza da casa mia. Non riesco a darmi pace a non vederla svegliare la mattina ed accontentarmi di salutarla (a volte) dopo il suo riposino pomeridiano. Io, che ho rinunciato a lavorare per tutto il suo primo anno di vita (senza essere retribuita!) adesso la lascio per così tanto tempo?!Penso che i sensi di colpa siano tipici di tutte le mamme lavoratrici! Sono però i loro sorrisi a ripagarci!!!

  3. Freestyle

    Anch’io mi sento in colpa … ormai ho riniziato a lavorare da quasi un anno … e lui solo da poco ha accettato questa mia assenza … però quando torno la sera e lui corre ad aprirmi la porta urlando “mamma” e mi prende per mano per accompagnarmi in casa …. mi riempie il cuore di gioia … purtroppo con uno stipendio solo (quello di mio marito) non viviamo :( ((

  4. Saskia

    Grazie mamme lavoratrici…
    Penso che è un bene che la mamma (donna) lavori e che fa qualcosa al di fuori dell’essere mamma. Purtroppo però non ci vengono date le condizioni migliori per affrontare il lavoro, la cura del figlio, la casa, il marito.
    Parliamoci chiaro: anche se il marito ci aiuta e fa il bravo papà, la responsabilità di organizzare “il tutto” cade su di noi. E secondo me la società di oggi non prevede niente per aiutare le mamma lavoratrici (più part time, orari nidi flessibili etc.)

  5. Kim

    Cara Saskia,

    NON ti sentire in colpa: sicuramente per te e’ stato piu’ brutto il fatto che non c’eri quel mercoledi’ che per tuo figlio; io non credo che alla fine si ricordera’… In piu’ hai visto dopo che le piante le fa pure con te, non solo con tua suocera o altre persone. Anche il fatto che dopo un paio di giorni di crisi (che stava male il piccolo e quindi non dormivi bene, eri stanca di averlo sempre in braccio e di vederlo sempre infelice) perdevi la pazienza e’ piu’ che normale; sei un essere umano, non Superwoman! Via con i sensi di colpa!

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