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	<title>Patatoni.com il blog di due mamme &#187; Educazione</title>
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	<description>Il blog di due mamme</description>
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		<title>Lettera di una mamma al Ministro Gelmini</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 22:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Parto e nascita]]></category>

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		<description><![CDATA[(Di Rosalinda Gianguzzi)
UNA MAMMA ITALIANA AL NOSTRO MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Gentile Ministro Gelmini,
l&#8217;altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l&#8217;ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO è un privilegio, sono rimasta basita. 
Che lei fosse poco ferrata sui problemi dell&#8217;educazione, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Di Rosalinda Gianguzzi)</p>
<div>UNA MAMMA ITALIANA AL NOSTRO MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE</div>
<p>Gentile Ministro Gelmini,<br />
l&#8217;altro giorno, leggendo la sua intervista sul Corriere della Sera, in cui dichiarava che l&#8217;ASTENSIONE OBBLIGATORIA DOPO IL PARTO è un <strong>privilegio</strong>, sono rimasta basita. <span id="more-1259"></span></p>
<p>Che lei fosse poco ferrata sui problemi dell&#8217;educazione, non era necessaria la laurea in pedagogia, che io possiedo e lei no, o i tre corsi post laurea, che io possiedo e lei no, visto quello che sta combinando alla scuola statale. Ma almeno speravo avesse competenze giuridiche, essendo lei avvocato ed io no.</p>
<p>Certo, dato che lei, ora paladina della regionalizzazione, si è abilitata in &#8220;zona franca&#8221; (quel di Reggio Calabria), perché più facile (come da lei con un&#8217;ingenuità e candore imbarazzante affermato), lo si poteva supporre. E allora, prima le faccio una piccola lezione di diritto e poi parliamo d&#8217;educazione. L&#8217;astensione dopo il parto, sulla quale lei oggi con tanta leggerezza motteggia, è definita OBBLIGATORIA ed è un diritto inalienabile previsto da quelle leggi, per cui donne molto più in gamba di lei e di me, hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.<br />
Discorso diverso è il congedo parentale, di cui si può fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180g, solo in parte retribuiti integralmente. Ovviamente per persone come lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l&#8217;anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione, in questo caso più che un privilegio, è un&#8217;eresia.</p>
<p>Ovviamente lei non può immaginare, perché può permettersi tate, tatine, nido &#8220;aziendale&#8221; al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che lei dice di comprendere, ha a che fare con file d&#8217;attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per baby-sitter superiori a quelli della propria retribuzione.<br />
Voglio dirle una cosa però, consapevole che le mie affermazioni susciteranno più clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell&#8217;astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO è anche un DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.<br />
Come vede ho più volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che già di per se dovrebbe suggerirle qualcosa. Ma preferisco spiegarmi meglio, anche se è necessaria una piccola premessa doverosa.<br />
Lei come tante donne, crede che l&#8217;essere madre, anche se nel suo caso da pochi giorni, le dia la competenza per parlare e pontificare su educazione e sviluppo del bambino, ai quali grandi studiosi hanno dedicato anni e anni di studio. In realtà, per dibattere sulla pedagogia, oggi chiamata più propriamente SCIENZE DELL&#8217;EDUCAZIONE, bisogna avere competenze specifiche, che dalle sue dichiarazione lei non sembra possedere.<br />
Le potrei parlare della teoria sull&#8217;attaccamento di Bowlby, dell&#8217;imprinting e di etologia, ma non voglio confonderle le idee e quindi ricorro ad esempi più accessibili.<br />
Basta guardare il regno animale per rendersi conto come le femmine di tutte le specie non si allontanano dai cuccioli e dedicano loro attenzione massima e cura FINO ALLO SVEZZAMENTO Non è una legge specifica relativa agli umani, ma della natura tutta. Procreare, infatti, implica delle responsabilità precise, è una scelta di vita, CHE SE CAMBIA IL COMPORTAMENTO ANIMALE, A MAGGIOR RAGIONE CAMBIA LA VITA DI UNA DONNA.<br />
Sbaglia chi crede che l&#8217;arrivo di un figlio, non comporti cambiamenti nella propria vita. Un bambino non chiede di nascere, fare un figlio non è un capriccio da togliersi, ma una scelta di servizio, di dono di se stessi e anche del proprio tempo. Non sono i figli che devono inserirsi nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiarla per renderla a loro misura. Se non facciamo questo, potremmo fare crescere bambini soli, senza autostima e con poca sicurezza di sé. Bambini affamati di attenzioni, perché non gliene è stata data abbastanza nel momento in cui ne avevano massimo bisogno, cioè i primi mesi di vita. L&#8217;idea che non capiscono niente, che non percepiscono la differenza ad esempio tra un seno materno e un biberon della tata, è solo nostra. Ciò non vuol certo dire che tutti bambini allattati artificialmente o che tutti bambini con genitori che tornano subito a lavoro, saranno dei disadattati. Ma bisogna fare del nostro meglio per farli crescere bene, come quando in gravidanza assumevamo l&#8217;acido folico, per prevenire la &#8220;spina bifida&#8221;.<br />
I bambini hanno nette percezioni, già nel grembo materno. L&#8217;idea, che se piangono non si devono prendere in braccio &#8220;perché si abituano alle braccia&#8221;, è un luogo comune.<br />
Le &#8220;abitudini&#8221; arrivano dopo i 6 mesi, fino ad allora è tutto AMORE. Non è un caso che studi recenti, riabilitano il co-sleeping, (dormire nel lettone) e i migliori pediatri sostengono la scelta dell&#8217;allattamento a richiesta. Il volere educare i bambini inquadrandoli come soldati, già dai primi giorni di vita, non solo é antisociale, perché una generazione cresciuta senza il rispetto dei suoi ritmi di crescita può essere inevitabilmente compromessa, ma è un comportamento al di fuori delle più elementari regole umane e naturali.<br />
Poi è anche vero che per molte donne, tornare a lavorare subito dopo il parto sia una necessità assoluta. Ma per questo problema dovrebbe intervenire adeguatamente lo Stato e non certo con affermazioni come le sue.</p>
<p>Mi rendo conto che il suo lavoro le permette di lasciare la bambina, rilasciare interviste di questo tipo (di cui noi non sentivamo la necessità) e tornare con comodo da sua figlia. Ma ci sono lavori che richiedono tempi e una fatica fisica e mentale che lei non conosce. Tempo che sarebbe inevitabilmente tolto ad un neonato che ha bisogno di una mamma &#8220;fresca&#8221;, che gli dedichi la massima attenzione.</p>
<p>Noi donne infatti, se spesso per necessità ci comportiamo come Wonder Woman, poi siamo colpite da sindrome di sovra affaticamento.E non è vero che è importante la qualità e non la quantità:<br />
- perché la qualità del tempo di una mamma da pochi giorni, che rientra nel tritacarne della routine quotidiana, aggiungendo il carico della gestione di un neonato, può essere compromessa.<br />
- perché un bambino non dovrebbe scegliere tra qualità e quantità, almeno nei primi mesi, dovrebbe disporre di entrambe le cose.<br />
Per non parlare poi del fatto, che se un genitore non può permettersi qualcuno che tenga il bambino nella propria casa, nel corso degli spostamenti, lo espone, con un bagaglio immunologico ancora carente, alle intemperie o alle inevitabili possibilità di contagio presenti in un nido. Infatti, è scientificamente provato che i bambini, che vanno al Nido troppo presto, o che non vengono allattati al seno, sono più soggetti ad ammalarsi, con danno economico sia per le famiglie che per il sistema sanitario.<br />
Poi per carità, si può obiettare, che ci sono bambini che si ammalano anche in casa, o come succede anche ai bambini allattati al seno, ma è come dire ad un medico, che giacché si è avuto un nonno fumatore campato 100 anni, non è vero che il fumo fa male.<br />
Bisogna dunque incentivare i comportamenti da genitore virtuoso, anche con la consapevolezza che i bambini non sono funzioni matematiche, ma si può fare molto, per favorire una crescita armoniosa, già dalla prima infanzia, se non addirittura durante la gravidanza.</p>
<p>E allora le domando Ministro, di svolgere il suo ruolo importante istituzionale con maggiore serietà, cercando di evitare affermazioni fuori luogo come questa, o come quella secondo cui &#8220;studiare non è poi così importante&#8221;, prendendo Renzo Bossi come esempio.</p>
<p>Si dovrebbe impegnare di più nell&#8217;analisi dei problemi, per evitare valutazioni errate e posizioni dannose per lei, per gli altri e per il Paese.<br />
Perché forse qualcuno potrebbe aver pensato che tutto sommato il suo era un ministero poco importante, che se guidato da un giovane ministro senza competenze specifiche, &#8220;non poteva arrecare grossi danni&#8221;, soprattutto obbedendo ciecamente ai dettami del Tesoro, ma lei con la sua presunzione di voler parlare di cose che non conosce, sta contribuendo a minare il futuro di un&#8217;intera generazione.</p>
<p>Un&#8217;ultima cosa, lei che di privilegi se ne intende bene, essendo un politico, la usi con maggiore pudore questa parola.<br />
05-05-10 Rosalinda Gianguzzi</p>
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		<title>Cosa aspettarsi dalla vita? Non chiedetelo a Renault.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 20:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Bel&#8221; messaggio la pubblicità della Clio&#8230;
Avrà anche un target di &#8220;non genitori&#8221;, ma la trovo pessima e tragicamente in linea con la mancanza di valori e di rispetto della famiglia che ci circonda.
Ok, sono un po&#8217; pesante: ma ogni tanto ci vuole!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Bel&#8221; messaggio <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1n2B8n0cjsc" target="_blank">la pubblicità della Clio&#8230;</a></p>
<p>Avrà anche un target di &#8220;non genitori&#8221;, ma la trovo pessima e tragicamente in linea con la mancanza di valori e di rispetto della famiglia che ci circonda.</p>
<p>Ok, sono un po&#8217; <em>pesante</em>: ma ogni tanto ci vuole!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A scuola il 30 settembre?</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 22:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco cosa dicono i lettori di Repubblica (io sono tra i NO, se non lavorassi probabilmente sarei tra i Sì!).

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco cosa dicono i lettori di <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/05/24/news/scuola_apertura_dopo_il_30_9-4294469/?ref=HRER2-1" target="_blank">Repubblica</a> (io sono tra i NO, se non lavorassi probabilmente sarei tra i Sì!).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1212" title="Immagine 65" src="http://www.patatoni.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-65.png" alt="Immagine 65" width="509" height="554" /></p>
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		<title>Uppa &#8211; regalo per le neomamme</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 23:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;amica mamma mi ha regalato un abbonamento a UPPA, una rivista scritta dai pediatri per i genitori.
Non è la solita rivista con banali consigli per le mamme, piena di pubblicità di omogeneizzati e scarpette Made in China, ma è un giornale con articoli utili e ben scritti. Nell&#8217;ultimo numero c&#8217;è un articolo interessante, scritto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;amica mamma mi ha regalato un abbonamento a <a href="http://www.uppa.it/chisiamo.php" target="_blank">UPPA</a>, una rivista scritta <strong>dai pediatri per i genitori.</strong></p>
<p>Non è la solita rivista con banali consigli per le mamme, piena di pubblicità di omogeneizzati e scarpette Made in China, ma è un giornale con <strong>articoli utili e ben scritti</strong>. Nell&#8217;ultimo numero c&#8217;è un articolo interessante, scritto con uno stile pungente e sottile, che mette in guardia sui cibi industriali &#8220;per bambini&#8221;, ci sono dei consigli per fare giochi di società a basso costo, un inserto sull&#8217;allattamento con il biberon e un articolo sul parto in casa e altro ancora.</p>
<p>Sottolineo anche che a causa di <a href="http://www.senzasoste.it/tecnologie/la-soppressione-delle-tariffe-postali-agevolate-mette-in-difficolta-leditoria-indipendente-i-commenti-di-derive-approdi-eleuthera-e-bfs" target="_blank">recente decreto interministeriale</a>, giornali indipendenti come questo rischiano di avere <strong>problemi economici </strong>e si trovano a dover alzare i costi, che rimangono comunque contenuti: vi invito quindi ad abbonarvi e aregalare l&#8217;abbonamento a vostre amiche mamme e neomamme.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Proteggere i più piccoli</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 22:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[La salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì sera ho abbandonato il daddy e la prole per andare alla conferenza del Progetto Aurora, presso l&#8217;Aula Magna del Politecnico, sezione di Como. Quasi tre ore di conferenza: interessante, preoccupante, emozionante, utile. Uno degli obiettivi principali del ciclo di conferenze di quest&#8217;anno si sintetizza così:
&#8220;un percorso efficace alla scoperta delle parole e degli atteggiamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì sera ho abbandonato il daddy e la prole per andare alla conferenza del <a href="http://www.comune.como.it/navigation/builder.jsp?_dad=como&amp;_schema=COMO&amp;_pageid=496,400947&amp;col_ref=2554849;453;us" target="_blank">Progetto Aurora</a>, presso l&#8217;Aula Magna del Politecnico, sezione di Como. Quasi tre ore di conferenza: interessante, preoccupante, emozionante, utile. Uno degli obiettivi principali del ciclo di conferenze di quest&#8217;anno si sintetizza così:</p>
<p>&#8220;un percorso efficace alla scoperta delle parole e degli atteggiamenti con i quali imparare a <strong>proteggere</strong> i <strong>bambini</strong>, insegnando loro la <strong>consapevolezza di sé,</strong> del proprio valore e delle proprie <strong>emozioni</strong>.&#8221;</p>
<p>La relatrice, <strong>Valerie Moretti,</strong> è molto competente e ben preparata sulla materia, oltre che tenere l&#8217;attenzione della platea di oltre <strong>500 genitori e docenti,</strong> è stata in grado di rispondere alle più diverse domande in maniera veramente efficace. Il prossimo ed ultimo incontro sarà il 28 maggio. E&#8217; necessario iscriversi per partecipare (iscrivendosi ora è probabile che invece che all&#8217;Aula Magna si abbia accesso all&#8217;adiacente aula con VideoConferenza: ma l&#8217;ultima volta poi hanno fatto entrare tutti in Aula Magna). Sul sito sono disponibil <a href="http://www.comune.como.it/navigation/builder.jsp?_dad=como&amp;_schema=COMO&amp;_pageid=496,400947&amp;col_ref=2554849;453;us">le &#8220;slide&#8221; delle conferenze precedenti.</a><span id="more-1194"></span>Le conferenze sono rivolte ai genitori di bambini da 0 a 12 anni e come mamma mi sono sentita <em>vulnerabile</em> rispetto a quello succede &#8220;la&#8217; fuori&#8221;, ma mi è anche venuta una <em>gran voglia</em> di imparare a capire e a riconoscere eventuali situazioni particolari per sapere come comportarmi per il bene dei bambini.</p>
<p>Mi sono resa conto (anche dalle domande dei genitori presenti) che si tratta di fenomeni (gli abusi) che stanno anche vicino a noi, nelle scuole della nostra città, nelle squadre sportive frequentate dai nostri figli e spero che sempre più genitori ed educatori abbiano la possibilità di partecipare a momenti formativi che li aiutino a individuare eventuali bambini &#8220;con problemi&#8221; e che siano in grado di aiutarli il più presto possibile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Pimpa e Grey&#8217;s Anatomy</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 19:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[la pimpa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Certo che Sex and the City è veramente un programma volgare e idiota&#8221; &#8220;E cosa dire di Grey&#8217;s Anatomy? Una serie veramente scema, ma scema! Meredith è scema, e fa cose senza senso, ma a lei (e indica me) piace&#8230;&#8221; Provate ad immaginare se qualcuno parlasse così di voi e delal vostra serie/telefilm/film preferito. Provate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Certo che Sex and the City è veramente un programma volgare e idiota&#8221; &#8220;E cosa dire di Grey&#8217;s Anatomy? Una serie veramente scema, ma scema! Meredith è scema, e fa cose senza senso, ma a lei (e indica me) piace&#8230;&#8221; Provate ad immaginare se qualcuno parlasse così di voi e delal vostra serie/telefilm/film preferito. Provate ad immaginare di avere DUE ANNI e di sentire vostra madre che parla così di voi davanti ad un&#8217;altra mamma&#8230;</p>
<p>Non mi piace e non mi sembra educativo che una mamma, davanti alla sua bimba di 2 anni dica ad una sua amica &#8220;Lei guarda sempre la <strong>Pimpa</strong>, ma è proprio <em>stupida</em> la Pimpa, l&#8217;hai mai vista? Fa veramente cose <em>stupide</em>, cioè non fa niente, tipo un giorno lei esce di casa, nevica, allora va a casa di &#8230;.. e poi torna a casa sua. E&#8217; proprio stupida&#8221;</p>
<p>INVECE la Pimpa è dolce, semplice, simpatica ed ha la giusta lentezza e tranquillità che deve avere per piacere e farsi capise da un bambino di due anni. E non è per nulla educativo e rispettoso parlare così davanti ai propri figli&#8230;forse avrei dovuto intervenire? Con una battuta? O devo farmi gli affari miei per non sentirmi dire che sono una che non si fa gli affari suoi? Però ci tengo al rispetto dei più piccoli!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Merenda e giochi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 16:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saskia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono arrivati i primi giorni di sole e dopo la scuola del tati andiamo quasi sempre al parco o in piazza. Siccome abitiamo in un piccolo paese, in piazza e al parco ci ritroviamo con tutti gli amichetti della scuola.
Visto l&#8217;orario mi porto dietro la merenda e la facciamo tutti insieme all&#8217;aria aperta. Sono sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono arrivati i primi giorni di sole e dopo la scuola del tati andiamo quasi sempre al parco o in piazza. Siccome abitiamo in un piccolo paese, in piazza e al parco ci ritroviamo con tutti gli amichetti della scuola.<br />
Visto l&#8217;orario mi porto dietro la <strong>merenda</strong> e la facciamo tutti insieme all&#8217;aria aperta. Sono sempre stata molto attenta a cosa dare al tatino come merenda, più possibile cose sane, la<strong> frutta</strong>, <strong>biscotti</strong> o <strong>merende</strong> senza o con poco zucchero. Spesso rimango stupita <span id="more-1142"></span>nel vedere le merende che portano le altre mamme per i loro bimbi. (le caramelle e le patatine sono una merenda?)<br />
Ovviamente il tati vede cosa mangiano i suoi amichetti e delle volte rifiuta la sua di merenda. Io il più delle volte non cedo, ma se tutti i bimbi mangiano le patatine è davvero difficile non fargliele prendere ogni tanto.</p>
<p>Stessa cosa con i <strong>giochi</strong> e soprattutto quelli che si trovano facilmente in giro: <strong>le palline con dentro la sorpresina</strong>. Va bene ogni tanto, ma non tutti i giorni! E rimango stupita ancora una volta nel vedere bambini di 3/4 anni con i giochi &#8220;<em>che vanno di moda</em>&#8220;. I <strong>gormiti</strong>, <strong>Ben Ten</strong>, il <strong><em>Bakugan</em></strong> (ho dovuto <em>googlare</em> per sapere lo spelling!). Sono giochi costosi, spesso di <strong>materiali tossici </strong>e che non lasciano nessuna creatività al bambino. Il tati è molto sensibile a quello che hanno i suoi amichetti e mi ha già chiesto alcuni di questi giochi. Per ora mi sono limitata a qualche figurina e un orologio di Ben Ten, ma mi chiedo per quanto riuscirò a &#8220;<em>vietarglielo</em>&#8220;. Mi dispiacerebbe anche se si sentisse escluso dal gruppo&#8230;</p>
<p>Che cosa difficile! Consigli mamme?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo &#8220;schema dei sorrisi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 13:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saskia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[educazione bambino piccolo]]></category>
		<category><![CDATA[i sorrisi]]></category>
		<category><![CDATA[premiare bambino]]></category>
		<category><![CDATA[punizione]]></category>
		<category><![CDATA[schema dei sorrisi]]></category>
		<category><![CDATA[tata lucia]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana scorsa, durante una poppata del piccolino guardavo la trasmissione mattiniera di Canale 5 dove era ospite la Tata Lucia: non mi ricordo tutti i dettagli del suo intervento ma una frase mi è rimasta in mente: &#8220;Bisogna premiare il comportamento buono invece di (solo) punire il comportamento sbagliato&#8220;.
Visto che ultimamente con il nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.patatoni.com/wp-content/uploads/2010/02/smiley.jpg" border="0" alt="smiley" hspace="2" vspace="0" align="left" />La settimana scorsa, durante una poppata del piccolino guardavo la trasmissione mattiniera di Canale 5 dove era ospite la <strong>Tata Lucia</strong>: non mi ricordo tutti i dettagli del suo intervento ma una frase mi è rimasta in mente: &#8220;<strong><em>Bisogna premiare il comportamento buono invece di (solo) punire il comportamento sbagliato</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Visto che ultimamente con il nostro grande (tati) abbiamo delle lotte continue per fargli rispettare le regole, ho pensato che ne valeva la pena provarci. Ho preso un foglio grande (A3) <span id="more-1017"></span>dove ho scritto in diversi colori le regole più importanti della casa. Regola nr. 1: Ascoltare mamma e papà (che automaticamente supera tutte le altre regole! <img src='http://www.patatoni.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>Sotto le regole ho creato uno schemino con le caselle, tipo foglio xls, dove ho messo le azioni che il tati dovrebbe fare senza &#8220;borbottare&#8221;: lavare le mani, lavare i denti, finire il piatto, ri-ordinare i giochi etc. Ogni azione è indicata con un disegnino, di modo che anche il tati sa &#8220;leggere&#8221; lo schemino. Lo schema è stato chiamato &#8220;I nostri sorrisi&#8221;.</p>
<p>Ora il funzionamento è come segue: ogni volta che il tati fa una cosa senza capricci, riceve un <strong>smiley</strong> (un faccino che ride). Quando, invece, si rifiuta di &#8220;collaborare&#8221;, il faccino piange. Non avrei mai pensato che lo scheminno avesse così tanto successo!</p>
<p>Per introdurglielo, gli ho chiesto &#8220;Tatino, ma sai cos&#8217;è una regola?&#8221;</p>
<p>&#8220;Si, mamma!&#8221;</p>
<p>&#8220;A scuola ci sono le regole?&#8221;</p>
<p>&#8220;Si!&#8221;</p>
<p>&#8220;E quali sono?&#8221;</p>
<p>Dopo che il tati mi aveva spiegato le regole della scuola, gli ho detto che anche a casa ci sono le regole. E  ho preso il foglio tutto colorato. Il tati ha capito subito il meccanismo, e la stessa sera ha ottenuto ben 3 smileys!</p>
<p>Come ho detto prima, non avrei mai pensato che la cosa avesse funzionato così bene. Ogni volta che &#8220;minaccio&#8221; con un <strong>faccino triste</strong>, corre a fare quello che gli viene chiesto.</p>
<p><strong>Grande Tata Lucia</strong>!</p>
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		<title>Dieci ragioni per rispondere a un bambino che piange</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 09:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saskia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[jan hunt]]></category>
		<category><![CDATA[neonato che piange]]></category>
		<category><![CDATA[non lasciar piangere i bambini]]></category>
		<category><![CDATA[pianto]]></category>
		<category><![CDATA[rispondere a un bambino che piange]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto bello questo articolo di Jan Hunt &#8220;Dieci ragioni per rispondere a un bambino che piange&#8220;. In particolar modo mi ha toccato questo paragrafo:
Genitori che reagiscono solo a un &#8220;buon&#8221; comportamento possono essere convinti che stanno allevando il bambino a comportarsi &#8220;meglio&#8221;. Eppure loro stessi sentono di collaborare più volentieri con chi li tratta con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello questo articolo di Jan Hunt &#8220;<strong>Dieci ragioni per rispondere a un bambino che piange</strong>&#8220;. In particolar modo mi ha toccato questo paragrafo:</p>
<p><em>Genitori che reagiscono solo a un &#8220;buon&#8221; comportamento possono essere convinti che stanno allevando il bambino a comportarsi &#8220;meglio&#8221;. Eppure loro stessi sentono di <strong>collaborare più volentieri con chi li tratta con gentilezza</strong>. È come se i bambini fossero percepiti come una specie diversa, che funziona secondo principi di comportamento diversi. Questo è assurdo, perché sarebbe impossibile identificare un momento nel quale il bambino cambia improvvisamente verso principi di comportamento &#8220;adulti&#8221;. La verità è molto più semplice:<strong> i bambini sono esseri umani che si comportano secondo gli stessi principi degli altri esseri umani</strong>. <strong>Come il resto di noi, reagiscono nel modo migliore alla gentilezza, pazienza e comprensione</strong>. <span id="more-991"></span>I genitori che si chiedono perché un bambino sia &#8220;maleducato&#8221; dovrebbero soffermarsi a riflettere su questo punto: &#8220;Io me la sento di collaborare quando qualcuno mi tratta bene, oppure quando qualcuno mi tratta nel modo come ho appena trattato mio figlio?&#8221;</em></p>
<p>Mi piace davvero la linea di pensiero di quest&#8217;articolo, ma mi vengono anche dei dubbi: significa che non ci possiamo più arrabbiare con i nostri figli? <strong>Quando fanno cappricci, come ci dobbiamo comportare?</strong><br />
Stamattina per esempio, il grande non voleva la fetta di pane che gli avevo preparato. Voleva solo i biscotti. La regola è che si mangia prima una fetta e poi puoi mangiare i biscotti o una brioche. Lui ha preso la fetta e l&#8217;ha fatta tutta a pezzi. Mi sono arrabbiata con lui e l&#8217;ho messo &#8220;in castigo&#8221; (doveva stare seduto sulla sedia). Gli ho detto che non mi piace che fa così con il mangiare e che ci sono bambini che non hanno da mangiare. Lui piangeva ma il risultato è stato che è tornato a sedersi e ha mangiato la sua fetta.</p>
<p>Tutto l&#8217;articolo: &#8220;<a href="http://www.nontogliermiilsorriso.org/drupal/articoli-vari/dieci-ragioni-rispondere-un-bambino-che-piange-di-jan-hunt">Dieci ragioni per rispondere a un bambino che piange.</a>&#8220;</p>
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		<title>Tra poche settimane è Natale. Regali per i bimbi.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 11:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di tutto un po']]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Centro commerciale dove vado di solito ha duplicato gli scaffali dedicati ai giochi: invadono la corsia centrale da cui bisogna passare per arrivare al banco del pane e della frutta, perciò è impossibile non notarli.  Li ho guardati con la mia bimba di 22 mesi. Non voglio fare la difficile ma non ho trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-909" title="natstof" src="http://www.patatoni.com/wp-content/uploads/2009/12/natstof-150x150.jpg" alt="Natale di stoffa" width="150" height="150" align="left" />Il Centro commerciale dove vado di solito ha duplicato gli scaffali dedicati ai giochi: invadono la corsia centrale da cui bisogna passare per arrivare al banco del pane e della frutta, perciò è impossibile non notarli.  Li ho guardati con la mia bimba di 22 mesi. Non voglio fare la difficile ma non ho trovato niente che mi piacerebbe regalarle: sono tutti giochi di plastica tipo consolle monotematiche con bottoni da schiacciare che accendono qualche luce o emettono qualche suono. A parte il lego e qualche bambola vecchio stile (cioè che non parla e non fa niente) tutti gli altri giochi sono così carichi di stimoli, sono così particolareggiati che non lasciano il minimo spazio per la fantasia. I bambini non possono far altro che rimanere lì, a schiacciare bottoni e basta .</p>
<p>Come sempre allora andrò in città, in quei negozi di giocattoli che sfidano le grandi catene e vanno controcorrente perchè propongono giochi che inducono i bambini a pensare, a &#8220;mettersi in gioco&#8221; e sfruttare la loro fantasia, la loro intelligenza. Giochi fatti in legno, o stoffa, o cartone. Giochi che durano anni, che si tramandano ai fratellini, e ai quali ci si affeziona e rimangono nei ricordi. Giochi che, il giorno di Natale, si possono fare insieme alla mamma e al papà, ai fratelli, ai nonni.</p>
<p>A Natale è bello che si giochi tutti insieme, no?</p>
<p><span id="more-908"></span>Per la mia piccola ho addocchiato un&#8217;arca di Noè con 15 coppie di animali tutti in legno. Poi altre idee tra cui devo scegliere sono:</p>
<ul>
<li>strumenti musicali a percussione (xilofono, tamburello, campanelli)</li>
<li>libri</li>
<li> uno zainetto per portare in giro i libri preferiti</li>
<li> cavallo a dondolo</li>
</ul>
<p>Le sto preparando anche una scatola piena di stoffe colorate di diversa grandezza: l&#8217;idea mi è venuta osservando un giorno il suo entusiasmo nel giocare con una vecchia stoffa che lei trasformava in mantello, in coperta, in capanna. Mi sa che sarà il regalo che apprezzerà più di tutti.<br />
Tra l&#8217;altro credo che l&#8217;idea della scatola piena di stoffe vada bene per tutte le età.</p>
<p>Per i bimbi più grandi &#8211; 3-5 anni- ho visto dei bellissimi burattini di legno e stoffa. Con qualche cartone e un pò di fantasia poi, è facile costruire il teatrino.<br />
E poi ho scoperto dei blocchetti in legno, si chiamano <a href="http://www.kapla.com/produits_en.html" target="_blank">Kapla</a>, con cui è possibile fare delle costruzioni bellissime.</p>
<p>Per chi fosse a corto di idee, c&#8217;è sempre la Città del Sole che propone costruzioni di ogni tipo e per tutte le età, giochi per conoscere la natura e le leggi della fisica, trenini, fattorie e casette delle bambole tutte  in legno.<br />
Infine giocattoli belli e di qualità si possono trovare anche nelle Botteghe di Commercio Equo Solidale, ormai presenti in quasi tutte le città.</p>
<p>Ad ogni modo, non penso che i bambini desiderino montagne di regali. Ne bastano un paio per far festa quel giorno, l&#8217;importante è che li condividano con noi, con parenti e amici.<br />
Buon Natale a tutti.</p>
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