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Donne, carriera e allattamento

26 maggio 2009 di Eli in Allattamento, 11 commenti

Leggo su Vanity Fair che Barbara Stefanelli, vicedirettrice del Corriere della Sera, ha allattato la sua bimba per 1 anno “e gli autisti del giornale mi portavano dalla bimba avanti e indietro due volte al giorno”, ecco quindi un esempio di carriera e maternità conciliate e una mamma che riesce ad allattare lavorando ad alti livelli. La Incontrada invece…sempre su Vanity Fair mi ricordo di aver letto che Vanessa Incontrada aveva parlato di allattamento come scelta. E mi ricordo anche che ne era seguita una polemica tra i due schieramenti:

allattare al seno, quando possibile, è l’unica scelta intelligente per il benessere del bambino

vs

allattare è una scelta e ogni madre ha il diritto se farlo o no (e quindi dare il latte artificiale).

Ho partecipato a diverse discussioni in altri blog sull’argomento allattamento e ribadisco qui la mia opinione: si sa che l’allattamento al seno è la cosa migliore per mamma e bambino.  Quindi a meno di gravi motivi di salute o altri motivi seri non riesco a capire e a giustificare mamme che per motivi futili, come motivi estetici (!!!!!) decidono di dare qualcosa di meno sano come alimento nei primi importanti mesi di vita della loro creatura. Complimenti alla Stefanelli e a tutte le mamme che ce la mettono tutta per allattare al seno.

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11 Commenti a “Donne, carriera e allattamento”

  1. fd

    Ma chi se ne importa

  2. Chiara

    Mia figlia compirà un anno tra poco e, pur non avendo a disposizione autisti che mi scarrozzino a destra e a manca, continuo ad allattarla nonostante il lavoro mi tenga fuori casa praticamente per tutto il giorno (la distanza infatti non mi permette di tornare a casa in pausa pranzo!). Conciliare allattamento e lavoro non è stato poi così difficile: all’inizio tiravo il latte per la merenda e l’allattavo al seno la sera, la notte e la mattina, poi è stata la bimba stessa a “mollare” il biberon e ad aspettarmi per prendere il latte direttamente da me. E vi assicuro che io non ho doti eccezionali nell’organizzare il mio tempo… quindi se ci son riuscita io, possono farlo tutti con un minimo di buona volontà (ma ne basta davvero poca, ve lo assicuro!). Allattare fa bene al bimbo e alla mamma… e io non ho certo intenzione di rinunciarvi per qualche ora di lavoro!

  3. lory

    Madri invasate

  4. Dady

    madri invasate = ossimoro

  5. Eli

    @Chiara complimenti e grazie per il tuo racconto. Prenderò spunto quando tornerò in ufficio (a 50 Km da casa…).

  6. benedetta

    Brava, mi piace questo blog, non parla di bambini con il caucciù infilato in bocca a tutte le ore.
    Il latte materno è la cosa migliore perchè sostituirlo con quello artificiale (che già la parola “artificiale” dice tutto, voi mangereste del cibo “artificiale”?)?

  7. benedetta

    lory non siamo madri invasate, siamo madri informate e tu forse sei una madre inTasata?

  8. cristina pedrotti

    scusate, ma io per problemi di salute ho potuto allattare mio figlio solo fino ai tre mesi e poi sono passata all’artificiale, ma non per questo mi sento una mamma meno brava ed amorevole di voi. Prima di colpevolizzare le mamme che scelgono l’artificiale cerchiamo di capirne anche i motivi, non sempre dipende dalla mamma. Sono convinta che il latte materno, se c’è, sia il meglio però andiamo piano con le accuse. Tra l’altro mio figlio è sanissimo, non ha mai avuto nulla a differenza di un suo amichetto allattato al seno fino ai 13 mesi che è sempre ammalato, quindi non facciamo di tutta l’erba un fascio. Grazie

  9. Eli

    Cristina, io concordo: se ci sono delle ragioni VALIDE capisco la scelta dell’artificiale (e sono d’accordo che si cresce sani anche così – o almeno spero dato che anche io ne ho bevuto a suo tempo!).
    Resto comunque dell’opnione che si può allattare è un bene per mamma e bimbo ed è un’esperienza molto bella. C’è in giro molta disinformazione sull’allattamento e poco supporto alle mamme: quello si che non va bene e ne sono colpevoli anche alcuni pediatri.

  10. Francesca

    Ho da poco avuto una bambina, l’ho attaccata l’attimo dopo averla partorita al mio seno, dapprima in ospedale mi sono venute le ragadi, le infermiere del nido mi hanno dato una tettarella per evitare che peggiorassero.. Dopo due giorni sono tornata a casa, il seno era di marmo, provavo ad attaccarla, ma la piccola non riusciva a sfamarsi, io soffrivo tutte le volte… tornando in ospedale per il controllo pediatrico, la bambina aveva avuto un ulteriore calo fisiologico… ed io avevo manifestato un bell’ingorgo mammario.. ho preso un tiralatte, per qualche tempo è andata bene, la settimana successiva ho cominciato ad avere improvvisi cali di pressione e brividi… il latte pian piano non c’era più, quindi HO DOVUTO PER IL BENE DELLA MIA PICCOLA, alimentarla con il latte artificiale, anche perchè non ho aiuto in casa.. abito lontana dai miei e dai genitori di mio marito, passo l’intera giornata con Cristina e il rischio di star male, oppure svenire non era assolutamente presa in considerazione… Sono d’accordo che il latte materno sia l’alimento più adatto, ma quando una madre si annulla e rischia di non far crescere il proprio figlio, deve fare una scelta ponderata ed intelligente… io non sono stata allattata mai eppure non ne ho risentito particolarmente, adoro mia madre e mi ha curata come meglio ha potuto, come io sto facendo con la mia piccola giorno dopo giorno…
    D’altronde i bambini nella fase endogena, quindi quando sono ancora nella nostra pancia prendono gli anticorpi che gli serviranno e tutto il latte che si può dare all’inizio crea il sistema immunitario di qualsiasi bambino. Non cadiamo in luoghi comuni, e soprattutto cerchiamo di valutare tutte le possibilità, prima di additare madri che hanno fatto e fanno l’impossibile comunque per i propri bambini.

  11. Gigliola

    Volevo lasciare la mia bellissima esperienza di allattamento perchè possa essere di aiuto a tutte le mamme che desiderano allattare ma si trovano davanti al problema principale:LA DISINFORMAZIONE SULL’ARGOMENTO.
    Ho partorito 8 mesi fa la mia splendida bambina. Quando ero al 5° mese di gravidanza ho cominciato a frequentare gli incontri della Leche League dove ho trovato molta accoglienza ma soprattutto SOSTEGNO E INFORMAZIONE.
    Non ho nessun aiuto in casa tranne quello di mio marito. Adesso la mia bambina ha quasi 8 mesi e la sua pediatra definisce la sua crescita meravigliosa. Fino a quando penso di allattare? Fino a quando la mia piccola me lo chiederà!
    Oltre il 90% delle donne può allattare, salvo casi di assoluta impossibilità (malattie o patologie gravissime), il resto è tutto da verificare.
    Nessuna polemica, anzi. Sono dispiaciuta per chi pur desiderando moltissimo allattare al seno e per mancanza di informazione e sostegno non ci è riuscita. Rimane in fondo al cuore una nota di rimpianto, anche a distanza di anni. Donne!: Madre Natura ha pensato a tutto, lasciamola esprimersi al meglio!!!!!

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