Allattamento: un inizio difficile
23 novembre 2007 di Eli in Allattamento, 1 commento
Non ci avevo pensato. Al dopo. Non mi piace programmare, adoro la spontaneità, la libertà di seguire l’istinto. Ma in questo caso non è andato tutto liscio. Non ero pronta. Volevo allattare, ma non ero pronta. Non avevo letto, non avevo chiesto. Ho sbagliato.
Avevo letto mille articoli sul parto, avevo guardato su YouTube i parti in altre culture ( si trova di tutto: dalle ostetriche Giapponesi che cantano tutte insieme intorno alla partoriente, ai parti di donne che urlano prima di dolore e poi di gioia) e avevo fatto il corso pre-parto (saltando la lezione sull’allattamento!).
Ecco un articolo sull’allattamento che avrei dovuto leggere (in italiano).
Poi è arrivato lui, la confusione, la gioia, la stanchezza, le pressioni, le altre mamma a cui arrivava subito la montata lattea…
Per la prima settimana e oltre mi sono sentita un po’ persa. Non volevo dare il ciuccio o le aggiunte o l’acqua perchè sapevo che avrebbero interferito con l’attaccamento corretto al seno. Ma avevo il terrore che il mio piccolo non mangiasse abbastanza,non vedevo il latte e non capivo se stesse uscendo qualcosa o se poppava “a vuoto”. Mi basavo sui pannolini che sporcava.
Poi piano piano, tra una ragade e l’altra (dolorose è dire poco!!!), abbiamo trovato il ritmo. Ma solo dopo aver versato fiumi di lacrime e aver scartato quasi tutti i consigli, tranne quelli che mi sembravano ancestrali e un po’ “tribali”… Ho cercato i numeri delle consulenti locali della Lega Latte, ma alla fine non le ho chiamate (mi veniva la lacrima facile solo a parlarne! come facevo a chiamarle?). Ecco alcuni dei mille consigli:
“Soffiagli sulla faccia se si addormenta mentre poppa” (mmm, ok)
“tappagli il naso così si stacca!” (ma siamo matti????)
“bevi tanto brodo di pollo” (beh con i passatelli non è una tortura, anzi…)
“Aspetta quattro ore tra una poppata e l’altra ” (idiozia)
“Non allattare ogni volta che piange” (decido IO cosa fare, non voglio che pianga, voglia che stia bene!)
“Bevi la tisana di cardi, è fatta apposta…” (non ci credo molto…per ora lasciamola lì)
Alla fine ho smesso di ascoltare gli altri e ho avuto orecchie solo per il mio bimbo. Mi segnavo ogni poppata e ogni pupù, lo attaccavo ogni volta che piangeva dopo aver controllato pannolino e fatto qualche coccola. Intanto avevo cominciato a leggere il Continuum. E ho cominciato a tenerlo sempre di più in braccio e a farlo dormire con noi.
Ora il mio bimbo ha più di un anno e lo allatto ancora una volta al giorno. Non vorrei mai smettere, non solo perchè è salutare per lui, ma perchè è un momento di intimità magica che dura dal giorno della nascita. Prima o poi smetterò di allattare, ma sono sicura che le coccole saranno degne sostitute della poppata!
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[...] memore del difficile inizio dell’allattamento del mio primo bimbo (che ora ha 2 anni e 5 mesi), durante la seconda [...]